La Costa d’Avorio di Emilio Salgari

La Costa d'Avorio di Emilio SalgariUn’avventura africana, un romanzo pubblicato la prima volta nel 1898, anno in cui il “capitano” ne dà alle stampe altri tre. Un racconto vivace, dinamico, denso, come ogni storia salgariana, frutto di una profonda documentazione.

In questo romanzo troviamo alcuni degli elementi tipici dell’Africa ottocentesca, come la caccia grossa, che ha sempre affascinato gli uomini europei. E Salgari ce la descrive minuziosamente, facendo entrare in scena le belve più caratteristiche del continente nero, dai felini alle scimmie, e i grandi animali oggetto delle crudeli attenzioni dei cacciatori, come elefanti e ippopotami.

Troviamo inoltre le amazzoni, le donne guerriere in grado di competere con gli uomini, gli schiavi, i sacerdoti e i sacrifici umani.

Nel classico stile salgariano, l’avventura prende forma dalle prime pagine, facendo entrare il lettore nel vivo della caccia e degli inseguimenti. Non privo di piccole sviste, dovute alla mancanza di revisioni, non certo imputabili all’autore, bensì all’editore, La Costa d’Avorio è da leggersi anche come un piccolo ritratto storico del Dahomey, un regno nella Guinea, di quel tempo.

Un’Africa, questa descritta da Salgari, che non risparmia nessuno, e nemmeno l’autore stesso può risparmiare le crudeltà che venivano operate dai re dell’epoca, con orgie e massacri che avevano il coraggio di chiamare feste.

Un realismo crudo che fa dell’avventura un prezioso elemento, rendendola più avvincente e di sensazione. Il dramma entra nella storia come parte integrante, assieme alla paura e al continuo senso di urgenza che attanaglia i protagonisti.

Il libro è arricchito di belle incisioni, che valorizzano l’opera e danno un’interpretazione visiva alle scene narrate da Salgari, che già da sole permettono al lettore di “osservare” ciò che sta leggendo.

In appendice sono presenti alcuni racconti tratti dal Giornale Illustrato dei Viaggi e delle Avventure di Terra e di Mare, che ci mostrano, direttamente dalla bocca dei viaggiatori che hanno vissuto quelle esperienze, e di cui Salgari si è servito per elaborare la trama del suo romanzo, gli usi e costumi del Dahomey, un viaggio nel paese degli Ascianti e il resoconto di 93 giorni di prigionia nel Dahomey.

Riguardo a Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.

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