Perdido Street Station di China Miéville

Perdido Street Station di China MiévillePerdido Street Station è un libro immenso. Non per la voluminosità, anche se è un bel tomo di 774 pagine, ma per ciò che contiene. È un libro che va oltre le aspettative del lettore che non conosce l’autore. Un libro che non svela nulla dalla quarta di copertina.

Non potrebbe essere diversamente. Non è possibile quantificare ciò che si narra nel romanzo. Né stabilire chi siano i reali protagonisti, quali gli antagonisti, perché tutto concorre a definire la storia. È forse la storia in sé a essere protagonista, o forse Miéville è riuscito in un intento impossibile: quello di raccontare una storia senza una storia apparentemente reale, ma con scene consistenti che una dopo l’altra concorrono a formare un corpus che coinvolge.

Perdido Street Station ha riplasmato il fantastico. Gli ha dato nuova vita, secondo me. China Miéville ha semplicemente deciso di oltrepassare i confini del genere e lasciarsi guidare dal proprio istinto, scrivendo un capolavoro che mescola fantasy e steampunk.

Una trama per Perdido Street Station

Più ci penso e più non riesco a individuare una vera e propria trama in Perdido Street Station, quanto una serie di trame che, unite fra loro, definiscono il romanzo. C’è tuttavia una sorta di linea che unisce come in un filo conduttore queste trame: è Yagharek il garuda che spezza la narrazione e dalla terza persona fa atterrare il lettore nella prima, accompagnandolo con la sua voce, quasi poeticamente, nella sua avventura.

Di che parla Perdido Street Station? Di Isaac Dan der Grimnebulin? Di Yagharek? Di Rudgutter e dei suoi seguaci? Di New Crobuzon? Delle creature parto di una fantasia folle e assurda?

È questa la particolarità, ma anche la genialità, di Perdido Street Station: è tutto. È un concatenarsi di scene, trame, personaggi, azioni, reazioni: tutto è utile e non può vivere senza l’altro.

Un misto di culture in Perdido Street Station

Ciò che più lascia perplesso il lettore sono la quantità e la diversificazione dei personaggi. Siamo in un mondo immaginario popolato di razze e specie umane e umanoidi – e altre animali ma senzienti – che convivono più o meno pacificamente o meglio in modo tollerante.

China Miéville ha saputo destreggiarsi perfettamente in mezzo a questo enorme numero di culture, definendole e dando loro tridimensionalità e valore. Ha dato loro un’identità, il che dimostra non solo l’elevata capacità dell’autore, ma anche un’ottima documentazione.

L’atmosfera che si respira in Perdido Street Station è completamente e continuamente esotica. Non importa quale sia il paese natio del lettore, China Miéville ha costruito un mondo che appare esotico, lontano, a chiunque.

Si paga con ghinee. Si fugge dalle Caravelle Portoghesi che arrivano dal cielo. Ci sono nomi inglesi e che ricordano altre lingue.

Garuda (gli uomini-uccello) è un termine indonesiano che indica un’aquila o una creatura divina in forma di aquila. Khepri (creature insettiformi umanoidi) è un termine egiziano e indica una divinità solare raffigurata come uno scarabeo. Sastruga è una parola russa per le dune che si formano su neve nelle regioni polari.

Il lavoro linguistico svolto da China Miéville è lodevole.

Il linguaggio di Perdido Street Station

China Miéville dimostra una proprietà di linguaggio non comune. Il romanzo è scorrevole, si legge senza difficoltà, ma il lettore non resta insensibile alla ricercatezza delle parole: tutto è scritto come se dovesse avere una precisa funzione.

Non è solo la grande varietà di culture che rende Perdido Street Station un romanzo fuori dell’ordinario. Miéville ha introdotto parole non comuni che hanno reso l’ambientazione generale unica, originale, estranea a ognuno.

Con Perdido Street Station siamo di fronte a un romanzo che ha dato maggior valore al fantastico e a un autore che ha dimostrato di saper creare un mondo così impossibile eppure realmente credibile. Se volete leggere qualcosa di mai letto prima, se volete entrare in un mondo così eterogeneo e ricco di pericoli e creature affascinanti, leggete Perdido Street Station.

  • Perdido Street Station di China Miéville (tit. orig. Perdido Street Station)
  • Fanucci
  • 774 pagine
  • ottobre 2011
Riguardo a Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.

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