Apocalisse Z di Manel Loureiro

Apocalisse Z di Manel LoureiroUn romanzo apocalittico ambientato in Spagna, un horror che vede come protagonisti orde di non morti. Apocalisse Z è nato come un blog, in cui Loureiro narrava della fine del mondo e di uomini trasformati in zombie, ha ottenuto il suo successo ed è poi diventato un romanzo.

La storia è narrata in prima persona dal protagonista, per ben 400 pagine. La parte iniziale è la trascrizione del blog, in cui si avverte gradualmente il caos che sta scoppiando un po’ ovunque. C’è quindi un buon ritmo, anche se forse un po’ lento, che fa avvicinare il lettore al pericolo.

L’orrore viene introdotto a piccole dosi, per rendere credibile al massimo gli eventi disastrosi che si stanno verificando. Questo secondo me è l’unico punto a favore di questo romanzo.

Dopo circa 250 pagine, però, mi è sembrato che il libro avesse ormai detto tutto ciò che aveva da dire. Una volta entrati nel vivo della storia, la lettura ha subito un rallentamento. Troppi dettagli la rendono quasi pesante, dettagli il più delle volte ripetitivi e del tutto inutili.

Il romanzo si riprende un po’ nella parte centrale, Zaren Kibish, che offre una lettura diversa, un’ambientazione nuova e per la prima volta dei dialoghi. Ma subito dopo torna alla ripetitività di prima.

Ci sono inoltre tre pagine narrate in terza persona e scritte in corsivo (pagina 282 e pagina 287), che in una storia nata come diario stonano e non trovano alcun senso logico né letterario. Non si capisce per quale motivo ci sia questo improvviso cambio del punto di vista, da quello dell’io narrante a quello del comune narratore.

L’immagine complessiva che ho avuto, leggendo il testo, è l’assenza di un lavoro di editing dietro. O quantomeno la mancanza di un editing professionale. Altrimenti non avrei letto una frase particolare come “spettacolo dantesco” a pagina 257, 258 e 268. Davvero eccessiva la ripetizione di una similitudine del genere.

Altre volte sono presenti parole scientifiche che non hanno una loro giustificazione, sia perché non fanno parte del dizionario di un avvocato – né della gente comune – sia perché, in una situazione critica come quella che si sta vivendo, non si ha né il tempo né la lucidità mentale per un linguaggio ricercato.

Oltre a questi difetti, il romanzo presenta anche delle scene che colpiscono per la loro assurdità, e non mi riferisco agli zombi. Ma quando mi trovo in un luogo infestato da non morti, con un compagno mezzo morto, non perdo certo tempo a portare via un oggetto, inutile, che mi ha sempre affascinato. Leggete pure alla fine di pagina 337 questa scenetta.

In generale, Apocalisse Z non è il romanzo che mi sarei aspettato leggendo dell’enorme successo avuto in Spagna. C’è stata poca cura nel linguaggio, la storia avrebbe bisogno di tantissimi tagli, perché contiene ripetizioni a volontà e perfino frasi scritte tra parentesi che ostacolano la lettura.

Apocalisse Z è un libro che non offre nulla di più di quanto già visto nei vari film sugli zombie che il cinema ci ha proposto negli anni passati. Anzi, molte scene del romanzo ci ricordano proprio quelle di qualcuno di quei film. Il romanzo è il primo di una trilogia, ma credo proprio che la mia lettura degli zombi di Loureiro si fermi qui.

  • Apocalisse Z
    di Manel Loureiro (tit. orig. Apocalipsis Z)
  • Editrice Nord
  • 416 pagine
  • novembre 2010
Riguardo a Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.

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