Dopo secoli di pace laboriosa, trascorsi in armonia col ritmo maestoso del Nilo, sembra che un nuovo fiume abbia preso ad attraversare l’Egitto: un fiume misterioso e maligno, di sangue e di morte che oscura lo splendore della civiltà millenaria e che minaccia l’unità del regno e la maestà del suo faraone: il divino Mamose. Cinto d’assedio da nemici spietati e minato all’interno da feroci intrighi l’Egitto affiderà il suo destino ai figli più generosi: a Tanus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio invincibile; a Lotris, saggia e affascinante, costretta ad accettare lo scettro di un regno cui rinuncerebbe volentieri per amore di Tanus, a Taita, lo scriba geniale ed enigmatico … e sarà ancora il dio del fiume, il grande Nilo, che segnerà la strada verso la pace, in un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare con lacrime e sangue la loro devozione per l’orgogliosa e nobile terra dei faraoni.
Il dio fiume è probabilmente il più famoso dei successi di Wilbur Smith.
Il dio del fiume
Il testamento
Nel testamento di Nate ci sono le ambizioni e le speranze di molti e sono in tanti a cercare di mettere le mani sugli 11 miliardi di dollari in gioco. Ma Nate non ha lasciato niente al caso, nel corso dei lunghi ricoveri ha meditato attentamente una perfetta strategia per eludere il fisco e le ex mogli.
Dal maestro del genere legal thriller un’altra storia che si legge tutta in un colpo.
Ghiaccio nero
Il protagonista del romanzo, Harry Bosh, è un detective incaricato di investigare sul suicidio di un poliziotto. Apparentemente non c’è spazio per dubbi, il biglietto d’addio e il fucile a doppia canna rendono il quadro dell’accaduto fin troppo chiaro. Bosh però non è convinto, conosceva la vittima personalmente e inizia ad indagare. Scopre così che Bosh era coinvolto nell’inchiesta legata a un nuovo tipo di droga, "ghiaccio nero" e che la sua morte deve essere posta in relazione con questa indagine.
La deriva
Seguito ideale de la casta,il secondo successo dei dinamico duo Stella Rizzo è, a mio modesto parere, ancora più interessante del libro d’esordio. Il primo capitolo infatti comincia con le scodellatrici, ovvero le persone pagate profumatamente con i nostri soldi perchè le bidelle si rifiutano di scodellare nei piatti dei bambini le pietanze portate dal catering. Solo di sfuggita viene ricordato che le figure delle bidelle non esistono affatto e la pulizia della scuola è demandata ai bambini stessi, a turno. Si ricorda anche che in alcuni paesi le bidelle puliscono la scuola, in altri invece il preside è costretto a ricorrere a imprese di pulizia private.
Il primo capitolo quindi ricorda che siamo un po’ tutti una casta. Le bidelle infatti non sono assessori, presidenti di giornali o sindacati, parlamentari europei. Le bidelle siamo noi e si comportano da casta, secondo le loro possibilità, esattamente come tutti gli appartenenti a tutte le caste.
Secondo gli autori, aldilà di qualche piccolo, flebile, segno di speranza, un paese che infligge a un’impresa 233 scadenze all’anno, che impiega per fare un ponte di 81 metri il triplo di quanto i cinesi hanno impiegato per costruirne uno di 36 chilometri sul mare, un paese che rinvia i processi fino al 2020 non ha futuro. Io sono d’accordo con loro.
Il visconte di Bragelonne
Il Visconte di Bragelonne chiude il ciclo aperto da I tre moschettieri seguiti da Vent’anni dopo. Sono particolarmente affezionato a questo libro per due motivi: i primi due romanzi di Dumas li ho letti in gioventù e ho cercato senza esito il terzo per parecchi anni. Dato che non riuscivo a trovarlo il libro mi è stato regalato da una carissima amica con un gesto che mi ha commosso.
Il romanzo purtroppo si è rivelato una delusione. Abituato ai ritmi dei primi due ho faticato a lungo per riuscire a superare gli interminabili capitoli che descrivono la vita in costume a corte, i pettegolezzi, gli amorucci e i peccatucci oltre agli intrighi politici. Sono stati capitoli veramente lunghi. Per il resto ho rivisto con piacere amici della mia infanzia, D’artagnan, Athos, Portos e Aramis. Un po’ invecchiati, certo, ma sempre in forma.
per inciso questo è il romanzo cui ci si ispira quando si parla della cosiddetta maschera di ferro, ovvero del presunto gemello del re Luigi XIV che sarebbe stato rinchiuso dal re sole in una prigione con una maschera di ferro saldata in testa per impedire di mostrare il suo volto a chiunque.
Musashi
Agli inizi del seicento il Giappone si trova in quello che è considerato il suo medioevo. Signori feudali si contendono la supremazia su vasti territori con continue guerre. Miyamoto Musashi è solo un ragazzo che al termine di una sanguinosa battaglia sogna di diventare samurai. Si lascia alle spalle tutti i suoi beni materiali e tutti gli affetti per concentrarsi sull’addestramento.
Dopo numerose peripezie diventerà il più grande eroe popolare del suo paese.
Yoshikawa mescola personaggi storici e di fantasia, plasma alcuni caratteri per adattarli al suo romanzo che si legge con piacere, sia come "semplice" avventura sia come romanzo storico ambientato in un interessantissimo periodo della storia del paese del sol levante.
Credo sia interessante ricordare che Eiji Yoshikawa (1892-1962) è figlio di un samurai. Ha pubblicato numerosi romanzi di successo, i più noti sono Il bushido, La via del samurai, La via della vita e della morte.
La casta
Così i politici italiani sono diventati intoccabili.
leggere questo libro è stato difficilissimo per me, ogni 10 pagine dovevo fermarmi per evitare un travaso di bile. Tutt’altro che noioso per essere un’inchiesta dovrebbe essere tra le letture obbligatorie della scuola media.
Attraverso l’esame dei mille privilegi che la nostra classe politica nel corso degli anni si è autoconcessa il libro sembra lasciare poche speranze per il futuro. Analizzando dettagliatamente gli sprechi e gli abusi si vede infatti che vengono compiuti indistintamente sia dalla destra che dalla sinistra in una perfetta par condicio.
La mia conclusione è che non c’è una soluzione facile per risolvere il problema, non posso che concludere infatti che molti politici antepongono i propri interessi a quelli dello stato; la maggior parte dei politici pensa solo ai propri interessi ed ha deciso di scendere in politica solo per ragioni economiche.
I pochi che credono effettivamente in quello che fanno vivono in un tale distacco dalla realtà da non avere più la minima idea dei problemi della gente comune e dei loro stessi elettori.
Conclusioni a parte resta un libro assolutamente da leggere.
Sol Levante
Il romanzo è ambientato in una moderna Los Angeles. Sullo sfondo di un omicio e delle successive indagini mostra la lotta tra le corporazioni giapponesi e il mondo industriale americano. L’autore è riuscito nel non semplice intento di far incazzare sia i Giapponesi (che nel romanzo appaiono piuttosto meschini e money oriented) che gli americani (dipinti invece come fannulloni e approssimativi).
A me è piaciuto: con un ritmo decisamente vivace tipico dei romanzi polizieschi mi ha coinvolto in una trama allo stesso semplice e appassionante.