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Luce virtuale

Sembrano semplici occhiali ma nascondono un segreto rivoluzionario. Chevette Washington, corriere informatico, per quel segreto è pronta a rischiare la vita. Ma quella città è troppo brutale per una donna.

L.V. è la sigla di "luce virtuale", il procedimento che permette di vedere il mondo non come è ma come potrebbe diventare. Chi porterà quelle lenti speciali sarà il padrone del XXI secolo, il signore della realtà.

William Gibson viene considerato da molti il padre del genere "cyberpunk" ed è un autore che ha influenzato inesorabilmente la lettura di fantascienza. Anche chi non ha mai letto i suoi libri in realtà conosce le sue opere e le sue idee dato che sono state riprese ovunque, romanzi, film e fumetti del genere.

Sahara

Ironico e audace, un po’ James Bond e un po’ Indiana Jones, Dirk Pitt, il protagonista dei romanzi di Clive Cussler ha già conquistato la simpatia di settanta milioni di lettori in tutto il mondo. Più che un romanzo d’avventure Sahara è un rullo compressore che non lascia mai il tempo di tirare il fiato, è un fuoco d’artificio di trovate e di sorprese.

Tesoro

E’ soltanto una piccola moneta d’oro, recuperata tra i ghiacci della Groenlandia ma dà inizio a una forsennata caccia al tesoro ai quattro angoli della terra. Perchè è la prova inequivocabile che la biblioteca d’Alessandria esiste ancora, da qualche parte nel mondo.
La posta in gioco è altissima e in molti sono disposti a tuto per farla propria. Un’altra incredibile avventura per Dirk Pitt.

L’oro dell’inca

Da tempo immemorabile un minaccioso demone di pietra vigila sul segreto di una civiltà scomparsa, ma ora, dal buio della foresta amazzonica, sta per emergere un prezioso reperto che contiene la chiave per svelare quel mistero ed è in grado di risvegliare l’avidità di molti. Una sfida ai limiti dell’impossibile, un’avventura che solo Dirk Pitt può affrontare, un romanzo d’azione che solo Clive Cussler poteva scrivere.

Insomnia

Ralph Roberts soffre di insonnia da quando sua moglie è morta. Invece di dormire s ne va a passeggio per la città e inizia a vedere cose strane, sempre più strane e pian piano sembra di capire che non si tratta di semplici allucinazioni ma di qualcosa di più….

Ammetto di non essere tra i fan di Stephen King ma per riuscire a leggere questo libro bisogna veramente avere dei problemi di insonnia. Con questo autore mi capita di appassionarmi solo dopo alcune pagine solo che in questo caso "alcune pagine" è diventato un numero paurosamente vicino al numero totale di pagine. In altre parole l’ho trovato decisamente noioso

Il dio del fiume

Dopo secoli di pace laboriosa, trascorsi in armonia col ritmo maestoso del Nilo, sembra che un nuovo fiume abbia preso ad attraversare l’Egitto: un fiume misterioso e maligno, di sangue e di morte che oscura lo splendore della civiltà millenaria e che minaccia l’unità del regno e la maestà del suo faraone: il divino Mamose. Cinto d’assedio da nemici spietati e minato all’interno da feroci intrighi l’Egitto affiderà il suo destino ai figli più generosi: a Tanus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio invincibile; a Lotris, saggia e affascinante, costretta ad accettare lo scettro di un regno cui rinuncerebbe volentieri per amore di Tanus, a Taita, lo scriba geniale ed enigmatico … e sarà ancora il dio del fiume, il grande Nilo, che segnerà la strada verso la pace, in un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare con lacrime e sangue la loro devozione per l’orgogliosa e nobile terra dei faraoni.
Il dio fiume è probabilmente il più famoso dei successi di Wilbur Smith.

Il testamento

Nel testamento di Nate ci sono le ambizioni e le speranze di molti e sono in tanti a cercare di mettere le mani sugli 11 miliardi di dollari in gioco. Ma Nate non ha lasciato niente al caso, nel corso dei lunghi ricoveri ha meditato attentamente una perfetta strategia per eludere il fisco e le ex mogli.
Dal maestro del genere legal thriller un’altra storia che si legge tutta in un colpo.

Ghiaccio nero

Il protagonista del romanzo, Harry Bosh, è un detective incaricato di investigare sul suicidio di un poliziotto. Apparentemente non c’è spazio per dubbi, il biglietto d’addio e il fucile a doppia canna rendono il quadro dell’accaduto fin troppo chiaro. Bosh però non è convinto, conosceva la vittima personalmente e inizia ad indagare. Scopre così che Bosh era coinvolto nell’inchiesta legata a un nuovo tipo di droga, "ghiaccio nero" e che la sua morte deve essere posta in relazione con questa indagine.

La deriva

Seguito ideale de la casta,il secondo successo dei dinamico duo Stella Rizzo è, a mio modesto parere, ancora più interessante del libro d’esordio. Il primo capitolo infatti comincia con le scodellatrici, ovvero le persone pagate profumatamente con i nostri soldi perchè le bidelle si rifiutano di scodellare nei piatti dei bambini le pietanze portate dal catering. Solo di sfuggita viene ricordato che le figure delle bidelle non esistono affatto e la pulizia della scuola è demandata ai bambini stessi, a turno. Si ricorda anche che in alcuni paesi le bidelle puliscono la scuola, in altri invece il preside è costretto a ricorrere a imprese di pulizia private.
Il primo capitolo quindi ricorda che siamo un po’ tutti una casta. Le bidelle infatti non sono assessori, presidenti di giornali o sindacati, parlamentari europei. Le bidelle siamo noi e si comportano da casta, secondo le loro possibilità, esattamente come tutti gli appartenenti a tutte le caste.
Secondo gli autori, aldilà di qualche piccolo, flebile, segno di speranza, un paese che infligge a un’impresa 233 scadenze all’anno, che impiega per fare un ponte di 81 metri il triplo di quanto i cinesi hanno impiegato per costruirne uno di 36 chilometri sul mare, un paese che rinvia i processi fino al 2020 non ha futuro. Io sono d’accordo con loro.

Il visconte di Bragelonne

Il Visconte di Bragelonne chiude il ciclo aperto da I tre moschettieri seguiti da Vent’anni dopo. Sono particolarmente affezionato a questo libro per due motivi: i primi due romanzi di Dumas li ho letti in gioventù e ho cercato senza esito il terzo per parecchi anni. Dato che non riuscivo a trovarlo il libro mi è stato regalato da una carissima amica con un gesto che mi ha commosso.

Il romanzo purtroppo si è rivelato una delusione. Abituato ai ritmi dei primi due ho faticato a lungo per riuscire a superare gli interminabili capitoli che descrivono la vita in costume a corte, i pettegolezzi, gli amorucci e i peccatucci oltre agli intrighi politici. Sono stati capitoli veramente lunghi. Per il resto ho rivisto con piacere amici della mia infanzia, D’artagnan, Athos, Portos e Aramis. Un po’ invecchiati, certo, ma sempre in forma.
per inciso questo è il romanzo cui ci si ispira quando si parla della cosiddetta maschera di ferro, ovvero del presunto gemello del re Luigi XIV che sarebbe stato rinchiuso dal re sole in una prigione con una maschera di ferro saldata in testa per impedire di mostrare il suo volto a chiunque.