Il Signore della Guerra di Edgar Rice Burroughs

Il Signore della Guerra di Edgar Rice BurroughsL’ultimo capovaloro di Burroughs sulla trilogia dedicata a John Carter di Marte, l’uomo della Virginia che approdò in maniera singolare sul pianeta Barsoom.

Un altro romanzo della fantascienza dell’epoca d’oro, un valido seguito degli altri due episodi dell’eroe del pianeta rosso. John Carter di Marte è una lunga storia che si dipana fra due mondi, la Terra e Marte, attraverso avventurosi viaggi e colossali combattimenti.

Se nel primo episodio della saga abbiamo conosciuto un Carter, divenuto Principe di Helium, pieno di risorse ed audacia, e nel secondo lo abbiamo visto armato di una determinazione inarrestabile, in questo terzo episodio Burroughs ci sorprende, facendo compiere al personaggio imprese titaniche ed apparentemente impossibili.

La storia, questa volta, si svolge tutta su Marte, il Barsoom morente abitato da strane ed eterogenee razze. Il titolo non poteva essere migliore: è una storia di infinite battaglie e capitolo dopo capitolo, col suo stile travolgente, l’autore ci proietta nel pieno di una guerra che coinvolge l’intero Barsoom, poiché la posta in gioco, questa volta, è molto alta.

Ogni capitolo suggella al suo interno un frammento della grande guerra che si sta combattendo in tutto il pianeta, ogni capitolo è un inno alla forza sovrumana di questo terrestre che ha fatto parlare di sé tutto Marte, ogni capitolo ha quel senso profondo di urgenza che spinge a continuare la lettura, a non staccare gli occhi dalla carta, a sfogliare le pagine una dopo l’altra fino a raggiungere l’estasi finale: quella di un epilogo da Kolossal.

Dal secondo episodio sono trascorsi solo sei mesi. Questo terzo romanzo non ha praticamente pause nella narrazione, la fine stessa del secondo non ne ammetteva. Qui John Carter è alle prese con poteri quasi inimmaginabili, dovrà fare affidamento a tutta la sua esperienza e forza d’animo per risolvere situazioni di estremo pericolo. Non solo: la sua vera arma è Dejah Thoris, la sua sposa, la donna per la quale il terrestre ha scosso l’intero pianeta rosso.

La conclusione ha un sapore epico, come l’intero romanzo. Il Signore della Guerra racchiude in sé le antiche gesta dei prodi cavalieri, le reinventa. Manca solo il menestrello a cantarle. Ma il menestrello c’è, è lo stesso John Carter, che ci narra le sue fantastiche avventure con la penna di un grande autore, è lo stesso Burroughs, che ci racconta la lunga ed intricata storia di Carter in un pianeta poi non troppo lontano.

Per chi ha la fantasia di raggiungerlo, per chi lo sogna, come ha fatto lo stesso Carter, il pianeta rosso, Barsoom, lo catturerà nella sua luce misteriosa e magica. Il segreto sta nel proprio animo, nell’animo di un combattente: Marte, dio della guerra, non poteva non catturare nelle sue terre un guerriero come John Carter.

Riguardo a Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.

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