Melodia di Daniele Bonfanti

Melodia di Daniele BonfantiDanilo Arona ha definito Melodia un romanzo di compressa complessità. Di sicuro è una storia complessa, con intrecci ben studiati, personaggi che altrove non avrebbero raggiunto il giusto amalgama, ma qui, in Melodia, sono in casa propria.

È un romanzo che va letto con attenzione, senza distrarsi, seguendo le note che lo conducono. Daniele Bonfanti, pianista, musicista quindi, ha riversato nella storia la sua passione.

Non so se poterlo definire un romanzo autobiografico, forse è troppo azzardato, perché non conosco di persona l’autore, ma di certo in Melodia c’è molto di lui, la musica innanzitutto. E la montagna. E i gatti. L’amore per il mistero, infine, e tutto ciò che appare insondabile.

Ingredienti. Miscelati a dovere, combinati in una sorta di spartito che definisce il ritmo di lettura, di comprensione, di azione dell’intero libro.

Come una composizione musicale, la storia parte con un inizio tranquillo, per proseguire poi con un crescendo di azione, facendosi sempre più avvincente e finendo con le ultime, lievi note a dare il giusto respiro al lettore.

È difficile inserire Melodia in un contesto letterario di genere. In questo romanzo convivono perfettamente più generi narrativi. C’è un mistero iniziale, che affonda le sue radici nel passato medievale. La storia passa poi per la porta del fantastico, tingendosi di thriller e macchiandosi di horror.

Ma forse è solo realistico, perché no? In fondo, il romanzo ci parla di teorie e speculazioni religiose che stanno in piedi e sono alla base dell’intero romanzo. Temi già affrontati, certo, ma con una visione e un punto di vista differenti.

Chi ha letto Il Codice Da Vinci ritroverà in Melodia quella ricerca della verità che tanto affascina il pubblico, che tanto non piace a certe sfere, che tanto fa pensare e ragionare. Ma questo non è Il Codice Da Vinci, per fortuna. C’è una scrittura più piacevole e uno stile più appropriato. C’è più sintesi, soprattutto, che fa apprezzare meglio il libro.

A Dan Brown sono occorse ben 528 pagine per confezionare quel thriller. A Daniele Bonfanti ne sono bastate meno della metà per una storia più affascinante, più originale anche, dove il thrilling non manca, ma si aggiunge al mistero, all’horror, all’avventura, al fantastico.

Altri richiami sono presenti in Melodia, che soltanto chi ha letto il meraviglioso romanzo – o lungo racconto – di H.P. Lovecraft, Alla ricerca del misterioso Kadath, può capire. Personaggi particolari che hanno una loro parte nella vicenda, come del resto in quelle umane. Differenti le storie, differenti anche i ruoli dei personaggi, ma stesso amore per le creature più misteriose e bizzarre del pianeta.

Melodia riesce quindi a far convivere più elementi e proprio per questo si legge con piacere. Perché non è un horror e lo è. Perché non è un fantasy e lo è. Perché non è ascrivibile a una categoria, ma le contiene tutte. Perché senza tutte non sarebbe Melodia, non ci sarebbe musica senza l’unione di più strumenti, di più voci, di più idee.

  • Melodia di Daniele Bonfanti
  • Edizioni XII
  • 246 pagine
  • 2010
Chi è Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.

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